I primi cenni storici al ciccotto di Grutti, piccolo borgo del comune di Gualdo Cattaneo, risalgono al cinquecento e si indicava la zampa di maiale. La tradizione di Grutti prevede oltre alla porchetta altri tagli del maiale come orecchie, zampetti, lingua, stinco, trippa e altre interiora, lavorati e disossati a mano, lavati e selezionati. Le carni così miscelate sono poste all’interno di una vasca e quindi nel forno di cottura al di sotto della porchetta, in modo da raccogliere il grasso di questa e le spezie usate per la cottura, rosmarino fresco, cipolla rossa, pepe nero e finocchio.
La cottura varia da nove a dodici ore a 200°C, in questo modo il ciccotto rimane morbido e ricco di aromi. A cottura terminata, si lascia raffreddare, si scolano i grassi e i liquidi di cottura e poi è pronto. E’ ottimo anche conservato e riscaldato. Si possono preparare anche sughi, oppure, una ricetta locale con lumache oltre che con ceci e fagioli. Presidio Slow Food.
